Festa del Cinema di Roma 2026, tutti i vincitori: trionfa Clio Barnard, premiati anche Smutniak e Pierobon

I See Buildings Fall Like Lightning

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È I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard il miglior film della Festa del Cinema di Roma 2026. La ventunesima edizione della manifestazione ha annunciato sabato 24 ottobre il proprio palmarès, durante la cerimonia organizzata nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Il lungometraggio della regista britannica ha conquistato il principale riconoscimento del concorso Progressive Cinema, ottenendo anche il premio per la migliore interpretazione maschile grazie ad Anthony Boyle, vincitore ex aequo con Paolo Pierobon per Brianza. Tra gli altri protagonisti della premiazione figurano Rafiki Fariala, premiato per la regia di Congo Boy, e Kasia Smutniak, che con il documentario Mustang ha condiviso il Premio del Pubblico Terna proprio con il film del regista centrafricano. Il verdetto arriva in un’edizione particolarmente significativa per la manifestazione romana, ufficialmente riconosciuta dalla FIAPF, la Federazione internazionale delle associazioni dei produttori cinematografici, come Festival Competitivo.

Il riconoscimento internazionale accompagna una trasformazione che riguarda il posizionamento della Festa nel panorama cinematografico. La certificazione FIAPF attesta il rispetto di standard professionali e organizzativi nei rapporti tra festival, produttori e titolari dei diritti delle opere, rafforzando l’identità competitiva di una manifestazione nata nel 2006. Non modifica automaticamente la rilevanza artistica dei film presentati, ma costituisce una garanzia importante per l’industria audiovisiva e per le produzioni internazionali interessate a partecipare. La selezione del 2026 ha mostrato una particolare attenzione al cinema capace di affrontare le trasformazioni sociali attraverso esperienze individuali, con opere provenienti da contesti geografici e culturali differenti. Il palmarès riflette questa impostazione, distribuendo i principali riconoscimenti tra produzioni britanniche, americane, europee e africane, senza trascurare il contributo del cinema italiano.

Clio Barnard
Clio Barnard

Clio Barnard conquista Roma con una storia di amicizia e disuguaglianze

Il successo di I See Buildings Fall Like Lightning conferma il percorso internazionale del film, già presentato alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2026, dove aveva ottenuto il premio del pubblico. Clio Barnard porta sullo schermo il romanzo omonimo di Keiran Goddard, ambientando la vicenda a Birmingham e seguendo cinque amici cresciuti nello stesso quartiere popolare. Diventati adulti, i protagonisti si confrontano con aspettative disattese, difficoltà economiche, legami sentimentali e differenze sociali che finiscono per modificare i loro rapporti. Il film affronta così il tema dell’appartenenza a una comunità e quello delle opportunità negate, inserendosi nel percorso di una regista che ha già dedicato una parte importante della propria filmografia alla rappresentazione della classe lavoratrice britannica.

I See Buildings Fall Like Lightning
Scena del film I See Buildings Fall Like Lightning

Il doppio riconoscimento romano premia sia la costruzione complessiva dell’opera sia il lavoro di Anthony Boyle, interprete di Patrick. L’attore condivide il premio con Paolo Pierobon, protagonista di Brianza di Simone Catania, produzione italo-svizzera ambientata durante la crisi economica del 2009. Nel film Pierobon interpreta Alberto Fumagalli, uomo d’affari coinvolto in una vicenda nella quale le difficoltà finanziarie e le scelte dei protagonisti producono conseguenze sempre più gravi. La decisione della giuria di assegnare il riconoscimento ex aequo valorizza due interpretazioni inserite in racconti molto differenti, ma accomunati dall’attenzione alle pressioni economiche e sociali che condizionano le vite dei personaggi.

Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato a The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, mentre la migliore sceneggiatura è andata ad Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca (Ashes). Sul fronte delle interpretazioni femminili, la giuria ha premiato Victoria Luengo per Sants, diretto da Mikel Gurrea. Il film segue una donna che torna a Barcellona per assistere la madre malata e viene coinvolta in una vicenda che intreccia rapporti familiari e criminalità. Il Premio Speciale della Giuria è stato invece conferito alla famiglia Al Mawla per Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi, riconoscendo il contributo dei protagonisti dell’opera.

A decidere i premi del concorso Progressive Cinema è stata la giuria internazionale presieduta dal regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa, affiancato dall’attrice brasiliana Alice Braga, dall’attrice e poetessa Saja Kilani e dai registi Carlos Marques-Marcet e Alessio Rigo de Righi. Le scelte hanno distribuito i riconoscimenti tra opere appartenenti a cinematografie differenti, privilegiando tanto la qualità delle interpretazioni quanto il lavoro degli autori.

Congo Boy conquista regia e pubblico, Mustang premia il cinema di Kasia Smutniak

Uno dei risultati più significativi della ventunesima edizione riguarda Congo Boy di Rafiki Fariala. Il film ha ottenuto il premio per la migliore regia e ha condiviso il Premio del Pubblico Terna con Mustang di Kasia Smutniak, diventando l’unica opera del concorso a ricevere un riconoscimento dalla giuria per la regia e uno direttamente dagli spettatori. Ambientato nella Repubblica Centrafricana, Congo Boy racconta la storia di Robert, un giovane rifugiato congolese che sogna una carriera musicale mentre deve occuparsi dei fratelli minori e affrontare le conseguenze della guerra. La vicenda, ispirata anche alle esperienze personali del regista, intreccia formazione, responsabilità familiare e ricerca di un futuro attraverso la musica. Il doppio premio rappresenta un risultato importante per un’opera prima capace di conquistare sia i giurati sia una parte del pubblico romano.

Congo Boy di Rafiki Fariala
Scena del film Congo Boy di Rafiki Fariala

Diversa per linguaggio e impostazione è la storia raccontata da Kasia Smutniak in Mustang, documentario che attraversa oltre vent’anni di ricordi familiari e testimonianze legate alla regione del Mustang, in Nepal. Il film ripercorre il viaggio compiuto nel 2003 dalla regista insieme a Pietro Taricone e la promessa di contribuire alla tutela della cultura locale. Dopo la morte dell’attore, il progetto assume una dimensione differente attraverso il coinvolgimento della figlia Sophie e l’incontro con Kunzom, una donna del territorio. Al centro del racconto si colloca la realizzazione di una scuola destinata a consentire ai bambini della regione di proseguire gli studi senza doversi allontanare dalle proprie famiglie. Il premio attribuito dagli spettatori riconosce un’opera nella quale la memoria privata diventa il punto di partenza per raccontare un impegno concreto, collegando esperienze personali e trasformazioni di una comunità.

Il Premio del Pubblico Terna è stato assegnato attraverso una votazione digitale, effettuata dagli spettatori al termine delle proiezioni ufficiali e delle prime repliche dei film in concorso. L’ex aequo tra Congo Boy e Mustang sottolinea la capacità di due racconti molto differenti di stabilire un rapporto diretto con gli spettatori. Il primo utilizza la finzione cinematografica per affrontare una vicenda segnata dalla guerra e dalle difficoltà dell’adolescenza; il secondo ricorre al documentario per ricostruire una storia familiare e il suo rapporto con un territorio lontano.

Opere prime e documentari: gli altri riconoscimenti della Festa

Accanto al concorso principale, la Festa del Cinema di Roma ha dedicato una parte del palmarès ai registi esordienti e alle opere documentarie. Il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane è stato assegnato a Clementine Orange di Lisa Forslund, presentato nella sezione Freestyle. La giuria, presieduta dalla sceneggiatrice e regista Ludovica Rampoldi insieme a Pauline Loquès e Corneliu Porumboiu, ha scelto il film all’interno di una selezione trasversale composta da quattordici titoli provenienti da diverse sezioni della manifestazione. Una menzione speciale è stata attribuita a El tren fluvial (The River Train) di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale, anch’esso presentato nella sezione Freestyle.

Per il cinema documentario, il riconoscimento principale è andato a Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre) di Mahsa Karampour, incluso nel programma delle proiezioni speciali. La giuria presieduta da Roberto Minervini, con Andrea Queralt e Jessica Sarah Rinland, ha inoltre assegnato una menzione speciale a Un hiver russe (A Russian Winter) di Patric Chiha. Il premio per il documentario, introdotto nell’edizione precedente, conferma l’intenzione della manifestazione di riservare uno spazio specifico alle opere che utilizzano il cinema per osservare e interpretare la realtà contemporanea.

Durante la ventunesima edizione sono stati conferiti anche diversi riconoscimenti alla carriera. Javier Bardem e Julianne Moore hanno ricevuto il Premio alla Carriera, mentre l’Industry Lifetime Achievement Award è stato attribuito alla produttrice britannica Tessa Ross. Anthony Ippolito ha ottenuto il Premio Progressive alla Carriera. Tra le novità figurano inoltre il Banca Ifis Music Award, assegnato al compositore Nicola Piovani, e il Premio Gillo Pontecorvo, attribuito a Emmanuel Marre per Notre salut.

La cerimonia del 24 ottobre ha dunque definito un palmarès che riconosce autori affermati, interpreti e nuovi registi, affiancando alla selezione della giuria il giudizio degli spettatori. Per la Festa del Cinema di Roma, il riconoscimento FIAPF accompagna un’edizione che rafforza la dimensione internazionale del concorso, mentre i risultati ottenuti da Paolo Pierobon e Kasia Smutniak confermano la presenza del cinema italiano tra i protagonisti della manifestazione. La ventunesima edizione prosegue fino a domenica 25 ottobre, con un programma di repliche delle opere premiate che offre al pubblico un’ultima occasione per conoscere alcuni dei film destinati a caratterizzare il percorso internazionale della stagione cinematografica.

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