Miami Vice ’85, Michael B. Jordan e Austin Butler sono i nuovi Crockett e Tubbs: le prime immagini del film

Miami Vice '85

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Universal Pictures ha presentato lunedì 12 ottobre 2026 le prime immagini ufficiali di Miami Vice ’85, il nuovo film diretto da Joseph Kosinski che riporterà al cinema i detective Sonny Crockett e Ricardo Tubbs, interpretati rispettivamente da Austin Butler e Michael B. Jordan. La produzione, attualmente in lavorazione, rappresenta una nuova trasposizione della celebre serie poliziesca trasmessa dalla NBC tra il 1984 e il 1989, diventata uno dei maggiori fenomeni televisivi degli anni Ottanta grazie al suo stile visivo, alla musica e al racconto della criminalità nella Florida meridionale. Il lungometraggio, sceneggiato da Dan Gilroy, arriverà nelle sale il 19 maggio 2028 e riunirà un cast internazionale che comprende, tra gli altri, Walton Goggins, John Leguizamo, Alden Ehrenreich, Camila Morrone, Danny Ramirez, André Holland, Edi Gathegi e Whitney Peak. Le immagini diffuse dallo studio mostrano per la prima volta i due protagonisti nei panni dei personaggi che furono interpretati da Don Johnson e Philip Michael Thomas, offrendo le prime indicazioni sull’identità estetica di una produzione intenzionata a recuperare il fascino della Miami degli anni Ottanta.

La scelta di affidare il progetto a Joseph Kosinski rappresenta uno degli elementi più interessanti dell’operazione. Dopo aver riportato al cinema Top Gun attraverso Top Gun: Maverick e aver realizzato F1, il regista torna a confrontarsi con un immaginario già fortemente radicato nella cultura popolare. Questa volta, però, la difficoltà non consiste soltanto nel costruire un film d’azione spettacolare, ma nel reinterpretare un universo televisivo nel quale estetica e narrazione erano diventate inseparabili. Miami Vice non è ricordata semplicemente per le indagini condotte dai suoi protagonisti, ma per aver trasformato l’immagine della città, l’abbigliamento dei personaggi e la colonna sonora in componenti fondamentali della propria identità. Il nuovo film dovrà quindi affrontare una sfida particolare: restituire il fascino di un’epoca senza ridurla a un catalogo di citazioni nostalgiche.

Michael B. Jordan e Austin Butler, come sono i nuovi Tubbs e Crockett nelle prime immagini

Le fotografie ufficiali permettono finalmente di osservare come Universal e Kosinski abbiano deciso di presentare i due protagonisti. Michael B. Jordan appare nei panni di Ricardo “Rico” Tubbs con barba, un’espressione severa e una lunga giacca di pelle scura, un’immagine che privilegia un atteggiamento deciso e una presenza fisica particolarmente riconoscibile. L’attore raccoglie l’eredità di Philip Michael Thomas, che nella serie originale interpretava il detective arrivato a Miami da New York e destinato a formare una delle coppie investigative più celebri della televisione americana. La scelta di Jordan non punta soltanto sulla sua notorietà internazionale, ma anche sulla capacità di interpretare personaggi caratterizzati da una forte intensità emotiva, spesso impegnati in conflitti nei quali responsabilità personali e rapporti di potere assumono un’importanza centrale.

Austin Butler, invece, viene mostrato come James “Sonny” Crockett mentre impugna una pistola e prende la mira, indossando un completo grigio. Per il momento manca l’iconico abito bianco che aveva contribuito a trasformare Don Johnson in un simbolo della moda televisiva degli anni Ottanta, ma la scelta non indica necessariamente un abbandono dell’estetica originale. Il primo materiale promozionale sembra piuttosto privilegiare un’immagine più controllata e contemporaneamente riconoscibile, nella quale la personalità dei protagonisti emerge attraverso postura, abbigliamento e atteggiamento. Butler, già apprezzato per la capacità di trasformarsi fisicamente nei ruoli interpretati, dovrà confrontarsi con un personaggio la cui identità è rimasta profondamente legata all’immagine pubblica dell’attore che lo rese celebre.

Il vero banco di prova sarà naturalmente il rapporto tra i due interpreti. Nella serie originale, Crockett e Tubbs funzionavano perché possedevano caratteristiche differenti e un modo personale di affrontare il lavoro sotto copertura. Il primo era profondamente legato alla realtà criminale della Florida, mentre il secondo portava con sé un’esperienza diversa, maturata a New York. La loro collaborazione permetteva di costruire una relazione nella quale fiducia, sospetto, amicizia e rischio professionale si intrecciavano continuamente. Jordan e Butler dovranno trovare una dinamica altrettanto convincente, senza limitarsi a imitare i gesti o le caratteristiche dei predecessori. Le prime immagini suggeriscono una distinzione visiva tra i personaggi, ma soltanto il film potrà chiarire in che modo Kosinski intenda svilupparne il rapporto.

Joseph Kosinski recupera la Miami del 1985: la scelta che distingue il reboot dal film del 2006

Miami Vice ’85 sarà ambientato nella metà degli anni Ottanta e prenderà ispirazione dall’episodio pilota e dalla prima stagione della serie NBC. È una decisione particolarmente importante, perché differenzia immediatamente il progetto dal precedente adattamento cinematografico diretto da Michael Mann nel 2006. Quel film, interpretato da Colin Farrell e Jamie Foxx, aveva scelto di trasferire Crockett e Tubbs nel presente, adottando un linguaggio visivo cupo e realistico e concentrandosi soprattutto sulla complessità delle operazioni sotto copertura. Kosinski, al contrario, riporta i personaggi nell’epoca che ne aveva determinato il successo, recuperando un contesto storico nel quale Miami rappresentava contemporaneamente un luogo di straordinaria ricchezza, una destinazione turistica internazionale e uno dei principali scenari della criminalità legata al traffico di droga.

La città avrà quindi un ruolo centrale nel racconto, come accadeva nella produzione televisiva originale. Negli anni Ottanta, Miami attraversò una trasformazione urbana ed economica che contribuì a modificarne profondamente l’immagine pubblica, mentre la presenza delle organizzazioni criminali legate al narcotraffico alimentava un clima di violenza e instabilità. Proprio questa contraddizione tra benessere ostentato e criminalità costituiva uno degli elementi più riconoscibili della serie. Le spiagge, gli alberghi, i locali notturni e le automobili di lusso convivevano con operazioni clandestine e conflitti tra organizzazioni criminali, creando un immaginario nel quale l’apparenza del successo nascondeva continuamente pericoli e compromessi morali.

L’ambientazione del 1985 offre a Kosinski la possibilità di lavorare su un universo visivo particolarmente ricco, ma comporta anche una responsabilità narrativa. Riprodurre fedelmente abiti, automobili e architetture non sarà sufficiente se questi elementi non contribuiranno a definire i personaggi e il loro rapporto con l’ambiente. La forza della serie originale risiedeva proprio nella capacità di utilizzare lo stile come strumento per raccontare un mondo attraversato da profonde contraddizioni. La bellezza di Miami non attenuava la violenza delle storie, ma la rendeva spesso ancora più inquietante, creando una distanza evidente tra la superficie seducente della città e la realtà criminale nella quale i protagonisti erano costretti a muoversi.

Miami Vice ’85
Miami Vice ’85

Da Top Gun: Maverick a Miami Vice ’85, la sfida cinematografica di Kosinski

Joseph Kosinski ha dimostrato di possedere una particolare capacità di costruire film nei quali l’azione nasce dal rapporto tra personaggi, tecnologia e ambienti fisici. In Top Gun: Maverick, il regista aveva recuperato l’identità spettacolare del film del 1986, aggiornandone il linguaggio cinematografico senza cancellare il legame emotivo con l’opera precedente. In F1, invece, aveva utilizzato il mondo delle competizioni automobilistiche per sviluppare un racconto nel quale velocità, rischio e precisione tecnica diventavano parti integranti dell’esperienza visiva. Miami Vice ’85 gli permetterà di trasferire questa sensibilità all’interno di un poliziesco ambientato in una città caratterizzata da atmosfere notturne, inseguimenti e operazioni sotto copertura.

Il progetto verrà realizzato anche pensando alla distribuzione in formato IMAX, una scelta coerente con il percorso recente del regista e con la volontà di valorizzare l’impatto visivo della produzione. Il grande formato potrebbe offrire una nuova dimensione alle ambientazioni della Florida, permettendo di raccontare il contrasto tra gli spazi aperti della città e gli ambienti più claustrofobici legati alle attività criminali. Rimane naturalmente da capire quanto spazio sarà riservato alle sequenze d’azione rispetto alla costruzione dei personaggi, ma la presenza di Dan Gilroy alla sceneggiatura suggerisce un interesse anche per gli aspetti più oscuri del racconto.

Gilroy, autore di Nightcrawler, ha costruito una parte importante della propria carriera attraverso storie dedicate all’ambizione, all’ambiguità morale e ai meccanismi del potere. La sua partecipazione introduce quindi un elemento potenzialmente significativo nel progetto, perché il mondo di Miami Vice offre numerose occasioni per affrontare questi temi. Le indagini sotto copertura costringono spesso i protagonisti ad assumere identità differenti, a entrare in contatto con organizzazioni criminali e a confrontarsi con il rischio di perdere progressivamente la distinzione tra ruolo professionale e vita personale. È una materia narrativa che potrebbe permettere a Gilroy di sviluppare personaggi complessi, evitando che la produzione si riduca esclusivamente a una successione di inseguimenti e sparatorie.

Il cast di Miami Vice ’85: da Walton Goggins a John Leguizamo

Accanto a Michael B. Jordan e Austin Butler, Universal ha riunito un gruppo di interpreti particolarmente riconoscibile, confermando l’ambizione produttiva del film. Tra i nomi annunciati figurano Walton Goggins, Alden Ehrenreich, Camila Morrone, Danny Ramirez, André Holland, Michael Irby, Whitney Peak ed Edi Gathegi, oltre a John Leguizamo. La presenza di attori provenienti da esperienze differenti, tra cinema d’autore, grandi produzioni commerciali e serialità televisiva, offre a Kosinski numerose possibilità nella costruzione dell’universo criminale e istituzionale che circonderà i due protagonisti. Non tutti i ruoli sono stati descritti nel dettaglio, e sarebbe prematuro attribuire ai singoli interpreti funzioni narrative non ancora confermate.

Miami Vice ’85
Miami Vice ’85

John Leguizamo rappresenta un collegamento interessante con la storia del franchise, avendo già partecipato alla serie originale. Il suo ritorno nell’universo di Miami Vice introduce una forma di continuità simbolica tra la produzione televisiva degli anni Ottanta e la nuova trasposizione cinematografica, anche se il film non è stato presentato come una prosecuzione diretta delle vicende interpretate da Don Johnson e Philip Michael Thomas. La presenza di Goggins, attore particolarmente efficace nella rappresentazione di personaggi ambigui, aggiunge invece un elemento di interesse per un racconto che dovrebbe attraversare il mondo della criminalità organizzata e delle operazioni clandestine.

Il cast comprende inoltre interpreti che hanno già maturato esperienze in produzioni d’azione di grande visibilità, come Danny Ramirez, precedentemente diretto da Kosinski in Top Gun: Maverick. La collaborazione tra regista e attori già conosciuti potrebbe contribuire alla gestione di una produzione complessa, nella quale le sequenze spettacolari dovranno convivere con la definizione di numerosi personaggi. Il vero valore dell’ensemble, tuttavia, dipenderà dalla capacità della sceneggiatura di assegnare a ciascuno una funzione riconoscibile, evitando che la notorietà del cast diventi più importante della storia.

Miami Vice, perché la serie originale cambiò la televisione degli anni Ottanta

Per comprendere la sfida affrontata da Kosinski è necessario considerare il ruolo che Miami Vice ebbe nella trasformazione della televisione americana. La serie, creata da Anthony Yerkovich e sviluppata con il contributo determinante di Michael Mann, debuttò sulla NBC nel settembre 1984 e proseguì per cinque stagioni, fino al 1989, con gli ultimi episodi trasmessi nel 1990. All’epoca, il poliziesco televisivo era già un genere consolidato, ma la produzione riuscì a distinguersi attraverso una combinazione particolarmente innovativa di fotografia, montaggio, musica contemporanea e costruzione delle atmosfere. Le sequenze d’azione venivano spesso accompagnate da brani pop e rock, mentre l’abbigliamento dei protagonisti e l’architettura della città contribuivano a creare un’identità immediatamente riconoscibile.

Don Johnson e Philip Michael Thomas divennero simboli di un nuovo modo di rappresentare i detective televisivi, lontano dall’immagine tradizionale dell’investigatore costantemente legato a un ambiente urbano grigio e a procedure burocratiche. Crockett e Tubbs si muovevano tra yacht, automobili sportive e locali esclusivi, utilizzando l’apparenza del lusso come parte delle proprie attività sotto copertura. La serie, però, non rinunciava a raccontare il lato più oscuro di quell’universo, attraverso storie nelle quali il successo economico appariva spesso inseparabile dalla violenza e dalla corruzione. È proprio questa contraddizione a spiegare perché Miami Vice abbia continuato a essere ricordata anche dopo la conclusione della trasmissione originale.

La sua influenza si è estesa ben oltre la televisione. L’estetica della Miami degli anni Ottanta è diventata un riferimento ricorrente per cinema, moda, pubblicità e videogiochi, contribuendo a costruire un immaginario nel quale luci al neon, colori pastello e automobili sportive sono immediatamente associati a un determinato periodo storico. Tra le opere che hanno raccolto parte di questa eredità figura anche Grand Theft Auto: Vice City, videogioco che ha trasformato una città immaginaria ispirata alla Florida in uno scenario criminale profondamente legato alla cultura pop degli anni Ottanta.

Il nuovo film dovrà quindi confrontarsi con qualcosa di più complesso di una semplice serie televisiva di successo. Miami Vice è diventata una forma di linguaggio visivo, capace di sintetizzare un’epoca attraverso immagini immediatamente riconoscibili. La difficoltà per Kosinski sarà recuperare quella forza espressiva senza riprodurne meccanicamente i simboli, trovando un modo per raccontare il 1985 a un pubblico che conosce già l’estetica di quegli anni attraverso numerose reinterpretazioni successive.

Il precedente di Michael Mann nel 2006: perché il nuovo film potrebbe seguire una strada diversa

Miami Vice era già tornata al cinema nel 2006 attraverso un adattamento diretto da Michael Mann, con Colin Farrell e Jamie Foxx nei ruoli di Crockett e Tubbs. Quella produzione aveva abbandonato quasi completamente l’immaginario colorato della serie originale, scegliendo ambientazioni contemporanee e una fotografia digitale che privilegiava atmosfere notturne, realismo e tensione. Mann aveva costruito un film profondamente personale, interessato soprattutto alla complessità delle operazioni criminali internazionali e al rapporto tra identità individuale e lavoro sotto copertura. L’accoglienza critica e commerciale fu contrastante, e il progetto non riuscì a svilupparsi in un nuovo franchise cinematografico.

Nel tempo, tuttavia, il Miami Vice del 2006 è stato oggetto di una progressiva rivalutazione da parte di una parte della critica e degli appassionati del cinema di Mann, che ne hanno riconosciuto l’identità stilistica e la distanza rispetto ai modelli più convenzionali del poliziesco hollywoodiano. È un precedente importante perché dimostra quanto sia difficile trasferire sul grande schermo un’opera televisiva senza dover scegliere tra fedeltà alla tradizione e reinterpretazione autoriale. Mann aveva privilegiato la seconda strada, utilizzando personaggi conosciuti per sviluppare un film sostanzialmente autonomo. Kosinski sembra invece intenzionato a recuperare maggiormente il contesto originario, scegliendo di ambientare la storia proprio nel periodo che aveva reso celebre la serie.

La differenza tra i due approcci potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti del confronto. Il film del 2006 cercava di immaginare cosa sarebbe stato Miami Vice nel mondo contemporaneo; quello del 2028 sembra chiedersi quale forma cinematografica possa assumere oggi il racconto della Miami del 1985. Non si tratta necessariamente di un ritorno nostalgico, perché la distanza storica permette anche di osservare con uno sguardo differente le contraddizioni economiche e sociali di quel periodo. La possibilità di utilizzare tecnologie cinematografiche moderne per raccontare un contesto storico molto preciso potrebbe inoltre consentire a Kosinski di realizzare uno spettacolo visivo capace di distinguersi dalle produzioni poliziesche ambientate nel presente.

Miami Vice ’85, quando esce il film con Michael B. Jordan e Austin Butler

Universal Pictures ha fissato l’uscita cinematografica di Miami Vice ’85 per il 19 maggio 2028. La data è stata confermata dopo una modifica del calendario distributivo che aveva inizialmente previsto il debutto nell’agosto 2027. Il rinvio colloca il film in una finestra primaverile particolarmente importante per il mercato internazionale, generalmente utilizzata dagli studios per produzioni commerciali di grande richiamo. La scelta suggerisce la volontà di valorizzare il progetto come uno degli appuntamenti principali della stagione cinematografica, affidandosi alla notorietà dei protagonisti e alla reputazione di Kosinski nel cinema spettacolare.

La lavorazione è attualmente in corso e le prime immagini ufficiali rappresentano il primo vero materiale promozionale della produzione. Non è stato ancora presentato un trailer completo, mentre la trama dettagliata rimane riservata. Le informazioni disponibili confermano l’ambientazione nella metà degli anni Ottanta, la centralità delle indagini sotto copertura e il riferimento alla prima stagione della serie originale. Rimangono invece da chiarire le caratteristiche dell’antagonista principale, il ruolo dei numerosi interpreti del cast e il modo in cui la sceneggiatura di Dan Gilroy svilupperà il rapporto tra Crockett e Tubbs.

Il pubblico dovrà quindi attendere ulteriori immagini e materiali ufficiali per comprendere pienamente la direzione scelta dal regista. Le fotografie diffuse da Universal consentono di osservare il nuovo aspetto dei protagonisti, ma non chiariscono ancora quale equilibrio verrà costruito tra azione, atmosfere noir e ricostruzione storica. È un’incertezza inevitabile in questa fase della produzione, soprattutto considerando la complessità di un progetto che deve confrontarsi contemporaneamente con una serie televisiva iconica e con un precedente cinematografico firmato dallo stesso autore che aveva contribuito a definirne l’identità.

Miami Vice ’85, la sfida è riportare al cinema un mondo che non esiste più

Le prime immagini di Michael B. Jordan e Austin Butler segnano l’inizio concreto del ritorno di Miami Vice sul grande schermo, ma la loro importanza va oltre la curiosità di vedere due attori celebri nei panni di personaggi già conosciuti. Il progetto di Joseph Kosinski nasce dalla volontà di recuperare un immaginario che ha contribuito a definire la cultura popolare degli anni Ottanta, trasformandolo in un film capace di parlare anche a un pubblico che non ha mai seguito la serie originale. È una sfida particolarmente complessa perché l’estetica di Miami Vice è stata riprodotta e citata così tante volte da rischiare di apparire familiare anche quando viene proposta in una produzione completamente nuova.

La presenza di Dan Gilroy alla sceneggiatura e di un cast capace di attraversare generi differenti potrebbe offrire al film gli strumenti necessari per costruire qualcosa di più ambizioso di una semplice celebrazione nostalgica. La criminalità organizzata, le operazioni sotto copertura e il rapporto tra ricchezza e violenza costituiscono un materiale narrativo ancora efficace, soprattutto se inserito in una ricostruzione storica capace di restituire le contraddizioni della Miami di metà anni Ottanta. Il fascino della serie originale derivava proprio dalla capacità di mostrare quanto la bellezza e il lusso potessero convivere con una realtà brutale, e sarà importante capire se Kosinski riuscirà a recuperare questa tensione senza sacrificarla alla spettacolarità.

Per Michael B. Jordan e Austin Butler, il film rappresenta inoltre l’occasione di costruire una nuova coppia cinematografica destinata a confrontarsi con due interpretazioni entrate nella storia della televisione. Il successo non dipenderà dalla somiglianza con Don Johnson e Philip Michael Thomas, ma dalla possibilità di creare un rapporto altrettanto credibile e riconoscibile, capace di sostenere il racconto anche al di là delle sequenze d’azione. Le prime immagini suggeriscono due personaggi differenti, ma il loro equilibrio emotivo e narrativo rimane ancora tutto da scoprire.

Miami Vice ’85 arriverà nelle sale il 19 maggio 2028, riportando Crockett e Tubbs nella città che aveva contribuito a renderli immortali. La vera sfida di Kosinski sarà dimostrare che il fascino di quella Miami non appartiene soltanto alla memoria televisiva degli anni Ottanta, ma può ancora diventare materia per un grande film contemporaneo. Perché il ritorno di Miami Vice non ha bisogno soltanto di due nuovi detective: ha bisogno di ritrovare il motivo per cui quei detective erano diventati un’icona.

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